Coaching 1 a 1. Un caso concreto

Rassegna stampa

#coaching

05/11/2020

Coaching 1 a 1. Un caso concreto

 

Nell’articolo “La formazione ai tempi del COVID-19” abbiamo accennato al ruolo fondamentale dei percorsi di formazione a distanza e coaching individuale per la risoluzione di vincoli di tipo relazionale, gestionale, organizzativo. Situazioni assai diffuse in ambito lavorativo e con inevitabili ripercussioni anche nella sfera personale, molto più semplici da superare di quanto non si pensi grazie a un approccio formativo serio e mirato.

Vediamo un esempio di coaching one to one in presenza facilmente trasferibile online in caso di necessità.

 

Un esempio concreto di coaching 1 a 1

Coach: dott.ssa Stefania Bignotti
Coachee: Manager per realtà produttiva nel settore metalmeccanico
Durata: 16 ore
Modalità: in presenza
Periodo: fine 2019

Su invito dell’azienda presso cui era inserito, il manager è giunto in SKILL Risorse Umane per partecipare a un percorso di coaching individuale personalizzato. L’azienda rilevava una mancanza di assertività durante le riunioni insieme ad altri colleghi di pari livello, criticità di cui lui era consapevole pur attribuendola a una serie di dinamiche esterne alla sua persona e a suo avviso non modificabili.

L’esperienza di questo manager in SKILL è iniziata con poco entusiasmo e qualche pregiudizio sull’esito positivo del percorso intrapreso. Un inizio faticoso comprovato da difficoltà nel fissare gli appuntamenti, incontri posticipati per le più svariate ragioni e ritardi nel presentarsi nei nostri uffici. Un comportamento esso stesso oggetto di coaching: è subito apparso fondamentale lavorare insieme sulla fiducia reciproca e trasmettere da parte del coach la piena comprensione e attenzione verso ciò che il manager condivideva.

 

Il punto di svolta: l’acquisizione di un metodo

In relazione al tema principale, ovvero la mancanza di assertività e la relazione con i suoi pari, abbiamo lavorato molto sul metodo stimolando il manager con alcune domande: quali sono i tuoi obiettivi? Cosa ti può essere di aiuto? Quali gli ostacoli principali? Se analizzi i risultati, ti senti soddisfatto oppure no?

Data la sua forma mentis particolarmente organizzata, la proposta di far proprio il metodo è stata una mossa vincente: l’ha infatti aiutato moltissimo sia nella gestione delle persone, sia nella gestione di sé in relazione ai suoi pari.

Per quanto riguarda la mancanza di assertività, il coachee è riuscito nell’ultimo incontro a costruirsi un piano d’azione da riversare all’interno delle riunioni in modo da essere più propositivo e capire cosa dire e quando dirlo. Ha acquisito così consapevolezza sull’importanza del suo contributo, superando la convinzione che gli altri non lo avrebbero ascoltato o che sarebbero stati più efficaci, che lo portava a tirarsi indietro e chiudersi nel suo guscio.

 

 

Risultato eccellente e reciproca soddisfazione

Nonostante le difficoltà iniziali il risultato è stato davvero eccellente. Superata la fase di scetticismo, il manager è riuscito a far proprio il coaching e a capirne l’importanza: già dopo i primi incontri era diventato puntuale e si applicava con devozione svolgendo con cura gli esercizi a casa. Ci ha inoltre comunicato di aver a sua volta iniziato a utilizzare il metodo del coaching con altre persone, strategia che porta avanti tutt’oggi in un’altra azienda.

Dal nostro punto di vista ci sentiamo pienamente soddisfatti per aver vinto gli ostacoli oggettivi ed essere riusciti a rendere la persona autonoma.

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