6 giugno 2016

#LANOSTRAOPINIONE: COME FARE FORMAZIONE CON I FONDI INTERPROFESSIONALI

Nell’ultimo appuntamento abbiamo parlato dell’importanza di periodici momenti formativi in azienda, puntando i riflettori specialmente sulle modalità d’apprendimento esperienziali.

E’ evidente che ogni azienda che ragioni in un’ottica di miglioramento continuo desideri avvalersi di percorsi formativi, dedicati alle proprie risorse: ciò che distanzia la volontà dall’effettiva messa in pratica è generalmente la disponibilità di un budget dedicato all’attività di formazione.

A tal proposito, la legge 388 del 2000 decretò la nascita dei cosiddetti Fondi Interprofessionali, che permetteva ad ogni azienda di devolvere lo 0.30 % dei contributi obbligatori versati all’INPS per la “disoccupazione involontaria” ad uno specifico Fondo, operazione che viene eseguita dal Consulente del Lavoro mediante il modello Uniemens/ ex DM10, all’interno del quale viene apposto il codice identificativo del Fondo Interprofessionale al quale si desidera aderire.

Al momento i Fondi attivi in Italia sono 19, più 3 al momento commissariati: si rivolgono a comparti aziendali differenti, dall’agricoltura, ai servizi, ai professionisti, alle banche. Formazione monoaziendale

La principale differenza a livello di meccanismi di funzionamento e di erogazione dei finanziamenti è una: alcuni fondi operano con modalità a Bando, ovvero vere e proprie gare alle quali le aziende, o gli Enti Formativi da loro delegati, possono partecipare presentando un piano formativo  che, se rispetta i criteri stabiliti dal Bando stesso a livello di qualità della progettazione e di conformità degli obiettivi può venir approvato, ottenendo così l’autorizzazione all’avvio delle attività formative; altri fondi, invece, si avvalgono anche di un Conto Formazione sul quale le imprese aderenti maturano il proprio accantonato  utile per presentare, in qualsiasi momento, dei piani formativi: è il caso per esempio di Fondimpresa, il fondo più utilizzato a livello nazionale.

L’attività di progettazione, gestione e rendicontazione di piani formativi finanziati può essere, come anticipato, delegata ad enti formativi accreditati presso i fondi di riferimento: è questo il caso di Skill, che segue tutto l’iter al fine che l’azienda beneficiaria della formazione possa ricevere il finanziamento richiesto a preventivo.

I fondi interprofessionali si configurano quindi come uno strumento utile per rispondere al bisogno, sempre più urgente, di un aggiornamento continuo delle competenze delle risorse umane inserite nei contesti aziendali.