Outplacement

Un servizio alle aziende per favorire la ricollocazione e la riqualificazione

Il servizio di outplacement si configura come una attività di supporto pattuita con il datore di lavoro ed erogata direttamente alle persone in uscita dall’azienda, a seguito di processi di riorganizzazione.

L’azienda offre in questo modo ai dipendenti che sono nella necessità di ricollocarsi professionalmente una opportunità di consulenza, che parte dalla identificazione delle competenze professionali del lavoratore per costruire un progetto professionale di reinserimento nel contesto produttivo, rispettoso delle aspettative individuali e realistico nella lettura delle opportunità nel mercato del lavoro di appartenenza.

Tre gli attori coinvolti nel processo di outplacement:

  • L’azienda: decide di dare ai propri dipendenti un supporto specialistico che favorisca la loro ricollocazione professionale, riconoscendone in modo tangibile il contributo al successo dell’impresa
  • Il lavoratore: con un percorso individuale o di gruppo, decide di cogliere questa opportunità per affrontare in modo attivo la propria riqualificazione e il proprio ri-orientamento professionale
  • La società accreditata: nel rispetto della normativa vigente, offre un processo strutturato in più fasi, mettendo a disposizione dei lavoratori competenze diversificate, in grado di fornire un sostegno professionale e psicologico in tutti gli stadi previsti.

Quali i vantaggi:

Per l’azienda: in un momento delicato con potenziale aumento del livello di conflittualità interno, il servizio di outplacement diventa ulteriore strumento negoziale per l’imprenditore, che riconosce il valore dei collaboratori in uscita, attraverso una “monetizzazione indiretta”, ovvero sostenendoli concretamente nel processo di ricerca di alternative professionali

Per i lavoratori: un duplice effetto positivo, un sostegno effettivo nella ricollocazione professionale ed un sostegno effettivo in termini psicologici ed emotivi, che può incidere sulla percezione della mobilità non come momento di fallimento personale, ma come momento attivo di ri-definizione e miglioramento della propria professionalità.

Step di progetto:

Adesione del lavoratore: in un colloquio individuale si condividono situazione aziendale e progetto, per raccogliere una adesione volontaria e consapevole della partecipazione richiesta dall’intervento.

Assessment: per disegnare il bilancio delle competenze in termini di punti di forza ed aree di miglioramento.

Definizione del progetto professionale: nasce dal confronto tra aspettative personali e competenze possedute, intersecando le esigenze del mercato del lavoro.

Career counseling: supporto nella individuazione della strategia e della messa a punto degli strumenti utili al ricollocamento della persona (individuazione e mappatura delle aziende target, preparazione cv, allenamento ai colloqui di selezione, eventuale progettazione di interventi formativi per lo sviluppo di alcune competenze).

Ricerca attiva sul mercato: il lavoratore si attiva in prima persona nella verifica di nuove opportunità professionali utilizzando gli strumenti e i canali forniti dal consulente.

Reinserimento in ambito lavorativo: il lavoratore riceve supporto nella fase di valutazione, scelta e negoziazione delle proposte lavorative fino alla firma di un nuovo contratto e viene monitorato durante il periodo di prova.

Counseling: il supporto di tipo psicologico/emotivo accompagna il lavoratore trasversalmente a tutte le fasi del progetto di outplacement, dall’elaborazione del licenziamento, al supporto di tipo motivazionale, al supporto nell’indagine auto-esplorativa e nella generazione di nuove alternative per il proprio sviluppo professionale.